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Prepensionamento dei familiari di disabili gravi

Assegnate alla commissione lavoro di Montecitorio due proposte per il prepensionamento dei familiari di disabili gravi. A presentarle, Emerenzio Barbieri e Osvaldo Napoli, entrambi del Pdl. Prevedono la possibilità, per il familiare che si prende cura in modo stabile e continuativo della persona disabile, di andare anticipatamente in pensione

ROMA – Assegnati alla commissione lavoro di Montecitorio, per l’esame, i primi provvedimenti presentati in tema di agevolazioni previdenziali per i familiari di disabili gravi. Si tratta della proposta di legge, primo firmatario Emerenzio Barbieri del Pdl, e dell’iniziativa legislativa di Osvaldo Napoli, sempre del Pdl. Barbieri spiega che la sua proposta nasce dall’esigenza di aiutare le famiglie, che hanno tra l’altro l’onere, oltre della gestione degli aspetti di vita quotidiana del familiare disabile, anche di quanto legato a fattori burocratici, pratici e sanitari esterni all’ambito domestico. Di qui la necessità di prevedere, per il familiare che si prende cura in modo stabile e continuativo della persona disabile, la possibilità di andare anticipatamente in pensione dopo aver versato almeno venticinque anni di contributi. Di questi, quindici anni devono essere stati di costante assistenza al familiare disabile. E’ prevista inoltre la condizione che la persona con handicap grave non sia ricoverata in istituti specializzati a tempo pieno.

Nell’altra proposta, quella di Osvaldo Napoli, si fa presente che la centralità della famiglia nell’assistenza ai portatori di handicap risulta essere un dato consolidato. Secondo il parlamentare, con il provvedimento lo Stato realizzerebbe un risparmio, derivante dall’eliminazione dei costi per supplenze e per sostituzioni dei beneficiari della legge n. 104 del 1992 e della legge n. 53 del 2000.  Il testo promosso da Napoli prevede che i genitori che assistono un figlio maggiorenne con handicap in situazione di gravità grave, che hanno raggiunto il requisito minimo di ventiquattro annualità di contribuzioni versate, possano chiedere di usufruire in qualsiasi momento del collocamento anticipato in pensione, con rendita incrementata di un anno per ogni quattro anni di contribuzione effettiva, versata in costanza di assistenza ai figli riconosciuti disabili gravi. E’ facile ipotizzare che le due proposte vengano abbinate per il prosieguo dell’iter in commissione e che possano essere esaminate insieme alle altre di argomento analogo.

Ricomincia così, dal punto di partenza, il lavoro sui provvedimenti relativi al prepensionamento dei familiari dei disabili, interrotto durante la scorsa legislatura. (dp)

 

Tratto dal Sito ufficiale del Comune di Roma: Ufficio Handicap – AccaComune