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Lettera aperta al Presidente della Regione Lazio.

Lettera aperta al Presidente della Regione Lazio

On.le Piero Marrazzo

Roma, 19 giugno 2008

Chi scrive è uno dei genitori di ragazzi che “hanno problemi” utenti del Centro di Via Dionisio “ex Anni Verdi, …….. ragazzi ? ……………. qualcuno ha più di quarant’anni. Noi genitori di questi ragazzi, siamo gente comune che credeva di aver affidato i propri figli “con problemi” ad un Ente morale guidato da persone che perseguivano esclusivamente finalità di solidarietà sociale attraverso l’assistenza, la cura e la riabilitazione dei soggetti disabili, sia fisici che psichici, senza limite di età. In cuor nostro, insomma, ognuno di noi era convinto di poter morire un po’ più tranquillo perché qualcuno avrebbe comunque aiutato i nostri figli a “vivere”. Da qualche anno però avevamo il sospetto che qualcosa fosse cambiato, e nel 2006 abbiamo avuto la certezza delle gravi difficoltà, soprattutto economiche, in cui versava l’associazione Anni Verdi, ed allora abbiamo cercato di “capire”, ci siamo organizzati in associazione ed abbiamo iniziato a partecipare attivamente a tutte le iniziative  intraprese dall’Assessorato della Sanità della Regione Lazio per cercare di trovare una soluzione alle difficoltà di Anni Verdi che, per noi “naufraghi”,  rappresentava una barchetta verde solitaria, in mezzo ad un  mare agitato, a cui eravamo tutti attaccati strettamente; era la nostra speranza affinché ai nostri figli ed anche a noi genitori,  potesse essere consentita un po’ di vita normale. In passato le cose sembravano funzionare e quindi si subivano anche quelle cose che non andavano poi così bene. Poi è arrivata la crisi, i primi ad accorgersene forse sono stati proprio i nostri figli, erano più nervosi, ma non potevano dirci perché, poi abbiamo capito che l’ambiente nel quale vivevano per almeno otto ore della loro giornata, non era più quello sereno di un tempo. I nostri ragazzi percepiscono a pelle il nervosismo di chi gli sta intorno e certamente i lavoratori di Anni Verdi, nonostante la loro professionalità, non potevano essere sereni, non ricevevano il pagamento dei loro stipendi, anche loro dovevano pensare a come poter vivere. Allora chi ha potuto ha cercato un nuovo posto di lavoro, chi voleva in qualche modo far qualcosa per capire e combattere quella situazione è stato allontanato ed a noi genitori non arrivava nulla, non ci veniva mai data occasione per incontrarci. Finalmente siamo riusciti a capire! Facendo anche “i carbonari” ci siamo incontrati, ci siamo conosciuti ed abbiamo costituito le nostre Associazioni che oggi annoverano tra i propri soci, quasi tutti i genitori dei vari Centri “ex Anni Verdi”, quegli stessi genitori che a detta del presidente del  Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Anni Verdi Dr. Tommaso Berardi e del Presidente del Collegio Sindacale della stessa Associazione  Dott. Mauro Lancellotti,  “rappresentano uno sparuto gruppo di famiglie che manifestano rimostranze, illegittime, inconcludenti e inconferenti,  e non rappresentano nulla e nessuno”; nemmeno i nostri figli! (Lettera Associazione Anni Verdi  datata 16 giugno 2006). Nel mese di giugno 2006 poi,  così come i rappresentanti regionali, abbiamo capito che l’ex Amministrazione dell’Associazione Anni Verdi poneva al centro di ogni sua proposta “considerazioni di carattere meramente economico e finanziario, relegando in secondo piano gli aspetti volti alla tutela degli assistiti” ed inoltre era “giunta al punto di utilizzare arbitrariamente i propri pazienti quale strumento di pressione finalizzato al soddisfacimento di interessi puramente economici” (Lettera  della Regione Lazio Dipartimento “Sociale” prot. 71987 del 20 giugno 2006), nonostante la grande disponibilità ed i numerosi interventi dell’Assessorato Regionale alla Sanità. Nel successivo mese di luglio2006 i fatti accadevano in maniera concitata e precipitosa, fino a quando l’ex legale rappresentante dell’Associazione Anni Verdi Avv. Tommaso Berardi, con lettera  datata 6 luglio 2006, comunicava la decisione della messa in liquidazione della stessa Associazione, e quindi di fatto tutti i servizi accreditati sarebbero stati interrotti. Alla luce di quanto è poi accaduto, dobbiamo dare atto all’Assessore Augusto Battaglia di aver rispettato appieno il primo impegno che aveva preso nei confronti dei nostri figli, fratelli o sorelle, e di noi genitori, cioè quello di garantire comunque la continuità dell’assistenza, fino a suscitare l’adozione di un provvedimento straordinario, da parte del Sig. Prefetto della Provincia di Roma Dott. Achille Serra, per la  requisizione degli immobili dell’ex Associazione Anni Verdi, e concedere la gestione dei centri al Consorzio Ri.Rei. L’Assessore Battaglia aveva anche garantito di definire nel più breve tempo possibile, ogni aspetto relativo all’accreditamento dello stesso Consorzio Ri.Rei, al fine di porre termine al lungo periodo di precarietà dell’assistenza offerta ai nostri figli ed a quel periodo, purtroppo ancora in essere, del loro esclusivo “parcheggio” presso i Centri ex Anni Verdi. Da allora sono passati quasi due anni e purtroppo oggi dobbiamo anche constatare che l’Assessore Battaglia non potrà più rispettare le sue promesse  a seguito della recente revoca del suo mandato; inoltre il Consorzio Ri.Rei il 12 maggio u.s. ha comunicato al Presidente della Regione Lazio la data del 30 giugno p.v. come ultimativa per la prosecuzione dell’attività, in mancanza tra l’altro, della definizione dell’iter autorizzativo e di accreditamento e dell’allineamento del Consorzio Ri.Rei agli altri operatori del settore. Pertanto stiamo per ritornare nella stessa situazione di due anni fa, quando non sapevamo più che sorte sarebbe toccata ai nostri ragazzi. Siamo stanchi di dover purtroppo constatare che ai nostri figli, già così sfortunati, siano dati solo gli “avanzi” e che non venga rispettata la loro dignità di persona. Siamo stanchi di dover lottare per tutti i cavilli burocratici che impediscono una corretta gestione dell’assistenza prestata ai nostri figli, per avere una struttura dove vengono ospitati “sicura”, per avere un servizio decente tale da consentire il “normale” svolgimento della loro e della nostra vita. Anche i nostri figli sono cittadini italiani, forse sono un pò più sfortunati di altri ed invece di ricevere un trattamento privilegiato, riservato ai più deboli, spesso vengono dimenticati e non considerati dalle istituzioni pubbliche che invece dovrebbero tutelare la loro esistenza. Dovete sapere che i nostri ragazzi sono esseri dolci, innocenti, puri, disinteressati, che ricompensano con tanto amore chi si occupa di loro, ma sono anche deboli ed ancora oggi  hanno bisogno di essere protetti da tutto e da tutti. Dietro ognuno di questi ragazzi indifesi però, ci sono le loro famiglie, oggi associate, che hanno lottato, lottano e continueranno a lottare anche se stanche, con le unghie e con i denti, affinché a quegli stessi ragazzi sia garantita una vita dignitosa ed ai loro genitori sia data la possibilità di poter morire un pò più tranquilli per la certezza che qualcuno comunque aiuterà quei ragazzi a vivere la loro vita quanto più normalmente possibile.

E’ per questo che oggi chiediamo vivamente di voler trovare definitiva soluzione alla questione dei Centri ex Anni Verdi ed oggi Ri.Rei, dando dimostrazione che le Istituzioni sono presenti e non hanno dimenticato i “nostri ragazzi”.

Grazie!

Il Presidente dell’Associazione

Genitori Via Dionisio.

Francesco Milone (Tel. 3389196829)